Quello che i Clienti non dicono

Corrado Landolina • 3 maggio 2022

Servizio clienti : la grande arma per capire, agire e vendere.

“Il punto vendita come il Customer-service”

La similitudine tra un cliente che entra in un Punto Vendita e quello che “entra telefonicamente” in un servizio clienti (prospect) è assolutamente efficace.

“Entra sospettoso, si muove guardingo; vuole solo curiosare?” Nella maggioranza dei casi sa bene fin dall’inizio che cosa gli serve.

Come fornire un vero supporto senza imporre la nostra “presenza”?

Entrare in empatia

Qualunque siano le ragioni di uno scetticismo o timidezza di “ingresso”, rispettiamole.

Avviciniamoci al cliente in modo soft è fondamentale e così come per un ingresso in un PV è troppo invadente accoglierlo direttamente, al telefono il modo corretto resta il saluto, il sorriso e …l’ascolto. Entrare in empatia e capire direttamente da lui quali sono le sue esigenze in termini di relazione, tempo e spazio è più facile facendogli “sentire più la SUA voce” rispetto alla nostra. Ecco appunto l’ascolto più che una eccessiva accoglienza.

Mostrarsi indaffarati

Così come entrare in un Punto Vendita in un momento in cui tutto lo Staff di vendita concentra il suo sguardo e le sue attenzioni su questo tipo di cliente, può essere un’esperienza negativa, al telefono serve fargli sentire che ci sono altri contatti, alti utenti che stanno comprando o chiedendo informazioni. Sembrerà strano ma sottolineare che siamo un vero e proprio servizio clienti, di molti clienti è importante; anche i rumori, il caos, l’effetto “lavoro” è utilissimo per professionalizzare un servizio. Ovviamente NON vuol dire non dedicare attenzione e tempo alla comunicazione, anzi, nel caos sarà fondamentale far trasparire che lui è unico per noi in quel momento.

Costruire una relazione

Il prospect/cliente non ancora può fidarsi dell’Operatore e, così come sul Punto Vendita, non accetterebbe mai nostri suggerimenti, consigli, aiuti in prima istanza.

La parola chiave è relazione. Bisogna costruire una relazione di fiducia prima di passare alla vendita o al supporto vero e proprio. Per farlo e farlo parlare è fondamentale fare domande aperte e NON chiuse. Favorire il dialogo (pur senza prendere troppa confidenza) è parte della customer experience da perseguire.

Assecondare per poi consigliare

Il cliente ribadisce che ha chiamato solo per informazioni.  Perfetto! Partiamo dal concetto che si è attivato (ha chiamato noi così come nella similitudine si è recato nel PVendita) e quindi è già nella logica di esigenza almeno latente di un prodotto o servizio, se non anche già esplicita.

Informiamo sulle occasioni, saldi, promozioni, attività concorsuali o qualsiasi altra attività che proprio in questo momento è attiva. Mostriamo massima disponibilità restando al suo servizio.

La comunicazione verbale, che non può utilizzare tutti i nostri 5 sensi, deve essere necessariamente veicolata sulle parole; raccontare la storia e la filosofia della nostra Azienda è uno step fondamentale per spiegare al Cliente il nostro posizionamento nel mercato e, di conseguenza, i prezzi dei nostri prodotti. Valorizzare assolutamente la qualità.. dei  materiali, delle lavorazioni, dei supporti post-vendita e tutto ciò che contribuisce a determinare il costo di un prodotto. Sforziamoci sempre di leggere (ascoltare) tra le righe di quanto ci viene detto dai clienti: cerchiamo di capire quando si tratta della realtà e quando invece denota la ricerca di una via di fuga.


Autore: Corrado Landolina 28 aprile 2026
I periodi di crisi economica rappresentano una sfida significativa per aziende di ogni dimensione. La contrazione della domanda, l’incertezza dei mercati e la riduzione dei budget rendono più complesso acquisire nuovi clienti e mantenere quelli esistenti. In questo contesto, le imprese sono chiamate a ripensare le proprie strategie commerciali, puntando su strumenti diretti, misurabili e orientati ai risultati. Tra le soluzioni più efficaci emerge il telemarketing outbound , una tecnica che, se ben strutturata, può trasformarsi in un potente motore di crescita anche nei momenti più difficili. Cos’è il telemarketing outbound Il telemarketing outbound consiste nel contattare attivamente potenziali clienti tramite telefono, con l’obiettivo di proporre prodotti o servizi, fissare appuntamenti o generare opportunità commerciali. A differenza delle strategie passive, consente all’azienda di prendere l’iniziativa e instaurare un dialogo diretto con il mercato. Perché funziona in tempi di crisi Durante le fasi di incertezza, molte aziende riducono gli investimenti in marketing, lasciando spazio a chi sceglie di mantenere una presenza attiva. Il telemarketing outbound offre diversi vantaggi: Contatto diretto e immediato : permette di raggiungere rapidamente il target desiderato. Feedback in tempo reale : consente di comprendere subito le esigenze del cliente e adattare l’offerta. Costi controllabili : rispetto ad altre forme di marketing, può essere modulato in base al budget disponibile. Flessibilità : è possibile modificare script, target e strategie in tempi brevi. Le chiavi del successo Per ottenere risultati concreti, è fondamentale adottare un approccio professionale: Definizione del target : contattare persone realmente interessate aumenta l’efficacia delle campagne. Formazione degli operatori : la qualità della comunicazione è determinante. Script personalizzati : evitare messaggi standardizzati e puntare su conversazioni autentiche. Monitoraggio delle performance : analizzare i dati per ottimizzare continuamente le attività. Un’opportunità, non solo una soluzione Il telemarketing outbound non è solo una risposta alla crisi, ma può diventare un asset strategico anche nel lungo periodo. Le aziende che investono in relazioni dirette con i clienti costruiscono un vantaggio competitivo basato sulla fiducia e sulla conoscenza del mercato. Conclusione In tempi di crisi, restare immobili non è un’opzione. Il telemarketing outbound rappresenta una soluzione concreta per rilanciare le vendite, rafforzare la presenza sul mercato e creare nuove opportunità di business. Con il giusto approccio, può trasformare una fase difficile in un’occasione di crescita
Autore: chatGpt 28 aprile 2026
Negli ultimi anni, i consorzi di bonifica si sono trovati ad affrontare una crescente complessità nella gestione del rapporto con gli utenti. Tra richieste di informazioni, segnalazioni, gestione dei contributi e comunicazioni legate alla manutenzione del territorio, il customer care è diventato un elemento strategico. In questo contesto, l’outsourcing del servizio rappresenta una soluzione sempre più presa in considerazione. Il ruolo del customer care nei consorzi di bonifica I consorzi di bonifica svolgono funzioni fondamentali per la gestione delle risorse idriche e la tutela del territorio. Tuttavia, il rapporto con i cittadini-consorziati è spesso caratterizzato da criticità: comunicazioni poco chiare, difficoltà di accesso ai servizi e tempi di risposta lunghi. Un customer care efficiente consente di: migliorare la trasparenza verso gli utenti gestire in modo strutturato le richieste ridurre i conflitti legati ai contributi consortili rafforzare la fiducia nell’ente Perché scegliere l’outsourcing Affidare il customer care a un fornitore esterno può offrire diversi vantaggi: 1. Specializzazione e competenze Le aziende specializzate dispongono di personale formato nella gestione delle relazioni con il pubblico, strumenti tecnologici avanzati e processi ottimizzati. 2. Riduzione dei costi L’outsourcing consente di trasformare costi fissi in costi variabili, evitando investimenti in infrastrutture e formazione interna. 3. Maggiore flessibilità È possibile adattare rapidamente il servizio ai picchi stagionali (ad esempio durante l’invio dei ruoli o eventi meteorologici rilevanti). 4. Multicanalità I fornitori esterni offrono spesso servizi integrati: call center, email, chat, sportelli digitali e gestione social. Le criticità da considerare Nonostante i benefici, l’outsourcing presenta anche alcune sfide: Perdita di controllo diretto Delegare a terzi la gestione del rapporto con gli utenti richiede un forte presidio dei processi e un monitoraggio continuo della qualità. Conoscenza del territorio I consorzi operano in contesti locali molto specifici: un fornitore esterno deve essere adeguatamente formato per comprendere dinamiche territoriali, normative e peculiarità operative. Gestione dei dati Il trattamento delle informazioni degli utenti impone il rispetto rigoroso delle normative sulla privacy e sulla sicurezza dei dati. Percezione degli utenti I cittadini potrebbero percepire negativamente un servizio esternalizzato se non adeguatamente integrato con l’identità del consorzio. Best practice per un outsourcing efficace Per massimizzare i benefici, è fondamentale adottare alcune buone pratiche: definire SLA (Service Level Agreement) chiari e misurabili prevedere una formazione continua del personale esterno integrare i sistemi informativi tra consorzio e fornitore mantenere un coordinamento costante tra le parti monitorare la soddisfazione degli utenti Conclusioni L’outsourcing del customer care rappresenta una leva strategica per modernizzare i consorzi di bonifica e migliorare la qualità dei servizi offerti. Tuttavia, il successo di questa scelta dipende dalla capacità di bilanciare efficienza operativa e presidio del rapporto con il territorio. In un contesto in cui la comunicazione con i cittadini è sempre più centrale, investire in un customer care strutturato — interno o esternalizzato — non è più un’opzione, ma una necessità.
Autore: chatGPT 27 gennaio 2026
Le 5 C della comunicazione: