Upselling e cross selling: come vendere di più migliorando l’esperienza di acquisto

di Matteo Moroni • 3 gennaio 2024

Upselling e cross selling

Upselling e cross selling sono due popolari ed efficaci tecniche di vendita, volte ad aumentare il fatturato di un negozio. L’upselling è l’arte di suggerire al cliente l’acquisto di una versione più costosa del prodotto desiderato. Il cross selling invece consiste nell’invogliare l’acquirente ad aggiungere al carrello prodotti complementari a quello prescelto.

Vale senz’altro la pena di applicare entrambe le tecniche. Si tratta di rivolgervi ai clienti che già sono interessati al vostro brand e ai vostri prodotti, mostrando loro alternative più costose, accessori o prodotti complementari.

Usate upselling e cross selling al momento giusto e nel posto giusto e vi aiuteranno a rinsaldare le relazioni con i clienti incrementando il vostro fatturato.

Le probabilità che un nuovo cliente torni a fare un acquisto sono del 27%, mentre dopo il secondo o il terzo acquisto la percentuale sale al 54%.

 

Vantaggi dell’upselling

Il principale vantaggio dell'upselling è che consente di aumentare il valore medio dell’ordine (AOV). In effetti, aggiungere elementi funzionali all’upselling in punti strategici del customer journey può contribuire a incrementare il fatturato.

Inoltre l'upselling aiuta ad aumentare i tassi di conversione del vostro negozio. Infatti, le offerte post acquisto sono indirizzate ai clienti in modo mirato — nel punto più opportuno del customer journey, dove l’intenzione di acquistare è elevata. Perciò è più probabile che il cliente completi l'acquisto.

Con un upselling e un cross selling efficaci contribuiscono a migliorare la customer experience, aiutando il cliente a scegliere il prodotto giusto e ad acquistare tutto l’occorrente per poterlo utilizzare.

 

Ad esempio, un articolo perfetto per il cross selling sono le batterie, per i prodotti che le richiedono ma vengono venduti senza. Il cross selling non aumenta solo il valore totale dell'ordine, ma evita al cliente di acquistare un articolo che non potrà utilizzare immediatamente.

Differenza tra upselling e cross selling

Upselling e cross selling vengono spesso confusi tra loro, ma in realtà presentano una differenza fondamentale.

Nell'upselling il focus è sull'incremento del valore dell'ordine; il cliente viene incoraggiato a fare un acquisto più grande. Il cross selling invece è una raccomandazione di prodotti complementari a quello prescelto.

Insomma l’upselling si può definire un upgrade, mentre il cross selling è la vendita di un prodotto diverso ma complementare (del tipo “Vuole delle patatine fritte come contorno?”).

Upselling pre e post acquisto

Si può fare upselling sia prima che dopo una vendita (e anche durante).

Upselling pre acquisto

Avviene quando il cliente seleziona un prodotto ed è pronto al check-out. In quel momento, gli vengono mostrate delle componenti aggiuntive rilevanti sulla pagina di prodotto o su quella del carrello.

Upselling post acquisto

Avviene dopo che un cliente ha completato con successo una transazione, tra il check-out e la pagina di ringraziamento.

Gli upsell post acquisto offrono ai clienti la possibilità di aggiungere un altro articolo al loro ordine, senza mettere a rischio la conversione per l’ordine iniziale.

Questi upsell sulla pagina di ringraziamento o sulla pagina di conferma dell'ordine sono ideali per mostrare ai clienti come utilizzare al meglio i loro recenti acquisti. Le pagine di upsell post acquisto sono più flessibili e si prestano particolarmente a offrire sconti o piccoli omaggi con un acquisto successivo.

L'upselling post acquisto è vantaggioso per una serie di motivi:

Non ha impatto sull’acquisto iniziale. Dà al cliente l’opportunità di aggiungere un nuovo articolo all’ordine, senza rischiare di compromettere il completamento dell’ordine iniziale.

Valore medio dell’ordine più alto. Gli upsell post transazione massimizzano il valore medio dell’ordine rispetto ad altre tecniche di upselling. Questo perché l’acquisto avviene d’impulso (pensate a quando comprate una barretta di cioccolato alla cassa di un negozio di alimentari), e anche in modo molto comodo per il cliente.

Fa aumentare il tasso di conversione. La possibilità di acquistare in un clic genera tassi di conversione maggiori. Questo perché i clienti non hanno necessità di reinserire i loro dati di pagamento.

Detto questo, l’upselling post acquisto presenta anche dei potenziali svantaggi:

 

Irrilevanza. Se non personalizzate le offerte, aggiungete un elemento di attrito che rischia di allontanare il cliente.

Fastidio. Martellare i clienti con l’upselling pagina dopo pagina ha un effetto negativo sulla percezione del brand e potenzialmente sulle conversioni.

 

Scegliete prodotti complementari. Uno dei metodi più comuni di upselling consiste nel raccomandare ai clienti l’acquisto di prodotti complementari a quelli già comprati in precedenza. È più probabile che il cliente sia pronto a comprare un prodotto collegato a quello già acquistato piuttosto che un qualsiasi altro articolo.

 

Offrite uno sconto. Inviate al cliente un coupon con un codice sconto, utilizzabile per il successivo acquisto. Poi mostrate gli articoli tra cui scegliere.

 

Offrite un omaggio. Offrite al cliente un omaggio se farà un nuovo acquisto dopo il vostro invito. La possibilità di ottenere un extra senza spendere soldi in più sarà un incentivo a compiere il nuovo acquisto.

 

Regalate dei campioni omaggio. L’invio di piccoli campioni omaggio può invogliare i clienti ad acquistare quei prodotti in seguito, effettuando ordini maggiori. Includete campioni gratuiti in ogni ordine generato dall’upselling in modo da incentivare le conversioni e aumentare il livello di conoscenza dei vostri prodotti.

 

Suggerimenti per upselling e post selling post acquisto

Personalizzate le offerte

Secondo un sondaggio di Infosys, l'86% dei consumatori afferma di acquistare di più in presenza di offerte personalizzate. Analogamente, gli upsell funzionano meglio quando sono in linea con ciò che i clienti già acquistano. L'upselling dovrebbe migliorare l'esperienza d’acquisto, e non creare ostacoli. Mostrando ai clienti un'offerta personalizzata, in linea con le loro preferenze, li incoraggerete a fare nuovi acquisti fidelizzandoli.

Oltretutto, la personalizzazione può produrre un valore medio dell’ordine più elevato. Secondo un’indagine di Segment, il 40% dei consumatori acquista un prodotto più costoso del previsto con una customer experience personalizzata.

Evitate upsell e cross sell di valore eccessivo

In linea di massima, evitate di selezionare come upsell e cross sell prodotti che aumentano il valore complessivo dell’ordine di oltre il 25%. Ad esempio, se il visitatore guarda un prodotto da 100 €, dovreste raccomandare articoli da non più di 25 €.

Adottate un approccio basato sui dati

Anche se avete un forte intuito, probabilmente sarete in grado di prendere decisioni migliori se vi basate sui dati. E questo vale in modo particolare nella scelta dei prodotti per l’upselling. Se notate un trend nell’abbinamento di due prodotti, quella è un'opportunità di upselling.

 

Sfruttate l'email marketing

L'email marketing è un strumento efficace per continuare a comunicare con i clienti dopo l'acquisto e aumentare la customer retention. Vi permette di condividere con i clienti contenuti di valore, promozioni e offerte e, in generale, di rimanere in cima ai loro pensieri. Potete fidelizzare i clienti e farli tornare a fare acquisti da voi con l’invio di newsletter mirate e sconti.

Esistono molti modi per sfruttare upselling e cross selling migliorando l'esperienza di acquisto dei vostri clienti, e aumentando al tempo stesso il volume medio degli ordini.

In conclusione

Anche se il motivo principale per cui fate upselling è incrementare le vendite, tenete sempre in considerazione la customer experience.

Chiedere ai clienti di acquistare prodotti che sembrano messi lì per caso può creare confusione e ostacolare le vendite. Valutate attentamente cosa ha più senso offrire al cliente e in quale punto del customer journey mostrare gli upsell. Così facendo sarete sulla buona strada per un'esperienza di upselling redditizia e positiva.          Articolo originale di Sara Yin, tradotto da Maria Teresa Cantafora. https://www.shopify.com/it/blog/upselling-e-cross-selling

 


Autore: Corrado Landolina 22 luglio 2026
L'organizzazione di un evento di successo non dipende soltanto dalla qualità dei contenuti o dalla scelta della location, ma anche dall'efficacia delle attività di invito e dalla gestione delle adesioni dei partecipanti. Una pianificazione accurata di queste fasi consente di aumentare il tasso di partecipazione, migliorare l'esperienza degli ospiti e semplificare il lavoro organizzativo. La pianificazione degli inviti La fase degli inviti inizia con la definizione del pubblico di riferimento. È importante identificare i destinatari in base agli obiettivi dell'evento, segmentando il database dei contatti per inviare comunicazioni personalizzate e pertinenti. Gli inviti possono essere trasmessi attraverso diversi canali, tra cui: e-mail;newsletter;social media;messaggistica istantanea; inviti cartacei, per eventi istituzionali o di particolare prestigio. Ogni invito dovrebbe contenere informazioni chiare e complete, come: titolo dell'evento;data e orario;luogo o link di accesso, se l'evento è online;programma sintetico;modalità di iscrizione; eventuale termine entro cui confermare la partecipazione. La gestione delle adesioni Una gestione efficace delle adesioni permette di monitorare in tempo reale il numero dei partecipanti e di organizzare al meglio le risorse necessarie. L'utilizzo di piattaforme di registrazione online consente di automatizzare molte attività, come la raccolta dei dati, l'invio delle conferme e la creazione degli elenchi dei partecipanti. Durante questa fase è utile: - registrare le conferme di partecipazione; - gestire eventuali rinunce o modifiche; - monitorare il numero massimo di posti disponibili; - predisporre una lista d'attesa, se necessario; - inviare promemoria nei giorni precedenti all'evento. Comunicazione con i partecipanti Una comunicazione costante contribuisce a mantenere alto l'interesse e a ridurre il rischio di assenze. Dopo la conferma dell'iscrizione è consigliabile inviare una e-mail di conferma con tutte le informazioni utili, seguita da uno o più promemoria contenenti eventuali aggiornamenti organizzativi. Al termine dell'evento è buona pratica inviare un messaggio di ringraziamento, accompagnato da materiali di approfondimento o da un questionario di soddisfazione, utile per raccogliere suggerimenti e migliorare le future iniziative. Benefici di una gestione organizzata Una corretta gestione degli inviti e delle adesioni offre numerosi vantaggi: - maggiore partecipazione all'evento; - riduzione delle assenze grazie ai promemoria; - migliore organizzazione logistica; - raccolta di dati utili per future attività di comunicazione; - maggiore soddisfazione dei partecipanti. Le attività di invito e gestione delle adesioni rappresentano una componente fondamentale dell'organizzazione di qualsiasi evento. L'impiego di strumenti digitali, una comunicazione chiara e un monitoraggio costante consentono di ottimizzare il processo organizzativo, favorendo una partecipazione più ampia e un'esperienza positiva per tutti gli invitati.
22 luglio 2026
Affidare il servizio clienti a un partner esterno è una scelta sempre più diffusa tra aziende di ogni dimensione. L'obiettivo non è solo ridurre i costi, ma anche migliorare la qualità dell'assistenza, aumentare la flessibilità operativa e garantire una copertura più ampia degli orari di servizio. Ma quanto costa realmente un customer service in outsourcing in Italia? I principali modelli di pricing Le società di outsourcing adottano generalmente quattro modalità di tariffazione: - Costo per operatore dedicato, ideale per volumi di contatti elevati e continuativi. - Costo orario, indicato per attività variabili o stagionali. - Costo per contatto gestito (telefonata, email, chat o ticket), adatto a volumi prevedibili. - Canone mensile, che comprende un pacchetto di servizi con SLA (Service Level Agreement) definiti. La scelta del modello dipende dal numero di richieste ricevute, dai canali utilizzati e dal livello di competenza richiesto agli operatori. Quanto costa un customer service in outsourcing? Sul mercato italiano i prezzi possono variare sensibilmente in funzione del settore, della complessità del servizio e delle fasce orarie coperte. Indicativamente: Servizio Costo medio Operatore dedicato full-time 2.000–3.500 € al mese Assistenza telefonica inbound 20–40 € l'ora Gestione email e ticket 1–4 € per ticket Live chat 0,80–3 € per conversazione Customer care multicanale da 1.500 € al mese per piccole aziende Per servizi altamente specializzati (supporto tecnico, settore sanitario, finanziario o software B2B) le tariffe possono essere superiori. Da cosa dipende il prezzo? Il costo finale è influenzato da diversi fattori: - numero di contatti mensili; - fascia oraria del servizio (8/5, H24, weekend e festivi); - lingue supportate; - competenze richieste agli operatori; - utilizzo di CRM, chatbot e strumenti di intelligenza artificiale; - livelli di servizio (SLA) richiesti dal cliente. Un servizio clienti disponibile 24 ore su 24 con operatori multilingua avrà naturalmente un costo superiore rispetto a un supporto standard attivo solo durante gli orari d'ufficio. Outsourcing o gestione interna? Per molte PMI italiane l'outsourcing rappresenta un'alternativa economicamente interessante rispetto alla creazione di un reparto interno. Con personale assunto direttamente occorre infatti considerare: - stipendi e contributi; - formazione continua; - software e infrastrutture; - supervisione; - ferie, malattie e sostituzioni. L'outsourcing trasforma gran parte di questi costi fissi in un costo variabile, permettendo di aumentare o ridurre rapidamente il numero di operatori in base ai picchi di attività. Secondo diverse analisi di settore, l'esternalizzazione può portare a risparmi nell'ordine del 20-40% rispetto alla gestione completamente interna, soprattutto nelle PMI. I vantaggi oltre al costo Oltre al risparmio economico, le aziende scelgono l'outsourcing per: maggiore flessibilità operativa; tempi di avvio ridotti; accesso a personale già formato; monitoraggio tramite KPI e SLA; possibilità di offrire assistenza multicanale (telefono, email, chat, WhatsApp e social media). Sempre più fornitori integrano inoltre strumenti di intelligenza artificiale per automatizzare le richieste più semplici, lasciando agli operatori la gestione dei casi più complessi. Questa combinazione consente di ridurre i tempi di risposta e migliorare l'efficienza complessiva del servizio. Il costo di un customer service in outsourcing in Italia dipende principalmente dal volume dei contatti, dal livello di servizio richiesto e dai canali di assistenza utilizzati. Per una piccola o media impresa, un servizio professionale può partire da circa 1.500-2.000 euro al mese, mentre progetti più strutturati con operatori dedicati e copertura estesa possono superare i 5.000 euro mensili. Prima di scegliere un fornitore è consigliabile confrontare non solo il prezzo, ma anche gli SLA offerti, l'esperienza nel proprio settore, gli strumenti tecnologici utilizzati e gli indicatori di qualità del servizio. Un customer service efficace non rappresenta solo un costo operativo, ma un investimento nella soddisfazione e nella fidelizzazione dei clienti.
Autore: chat GPT 30 giugno 2026
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